Capita a tutti di vivere una situazione di crisi e di soffrirne a tal punto da interpretarla unicamente in termini negativi. In realtà, la crisi racchiude già nella stessa etimologia del termine la sua potenza creativa e creatrice: il termine greco "krìno", infatti, contiene sia un aspetto vitale, la separazione, che uno di crescita, la scelta. 

I momenti di crisi, quindi, non sono completamente negativi, bensì momenti di transizione che ci spronano - attraverso il dubbio, l'incertezza e la sofferenza -

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a cercare un nuovo equilibrio personale (modifica di convinzione e pregiudizi, valutazone più realistica della realtà, maggiore autostima...) e relazionale (modi di proporsi diversi, capacità empatiche, comunicazione assertiva...).

Si tratta di opportunità di evoluzione personale che daranno i loro migliori frutti se verranno valorizzate le risorse individuali ed ambientali che esse mettono alla prova, stimolandone l'attivazione.

Se non cambiare è impossibile (il processo di cambiamento è un atto creativo ed adattivo con cui conviviamo quotidianamente), evolvere nella maniera funzionale al raggiungimento di un maggiore benessere e realizzazione personali spesso è difficile, a causa di piccoli-grandi atti di autosabotaggio, che spesso compiamo senza nemmeno rendercene conto ("In genere le catene delle abitudini sono troppo leggere per essere avvertite finché non diventano troppo pesanti per essere spezzate" - Samuel Johnson).

Ecco che un sostegno professionale è utile per affrontare un percorso di cambiamento efficace.